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venerdì 20 aprile 2018

Recensione Lettura di Gruppo: "Il mio inverno a Zerolandia" - Paola Predicatori


Editore Bur
Pagine 239
Prezzo Cartaceo 16,50 €
Prezzo Ebook 6,99 €
Prima Pubblicazione 2012
Genere Narrativa Straniera

Alessandra ha diciassette anni quando la sua mamma muore dopo una lunga malattia. Rimasta sola con la nonna, torna a scuola decisa a respingere le attenzioni dei compagni che sente estranei, impegnata com'è nella manutenzione del suo dolore. Per questo cambia banco e prende posto vicino a Gabriele detto Zero, la nullità della classe: desidera solo essere ignorata dagli altri, come succede a lui. Ma Zero è più interessante di quanto sembra. Ha una gran passione e un vero talento per il disegno; nella sua apparente noncuranza è attento e sensibile; è lui a soccorrere Ale sbucando inaspettato al suo fianco quando lei ha bisogno di aiuto. Piano piano un sentimento indefinibile prende forma tra le pareti della
classe e la spiaggia d'inverno, grigi fondali di una storia semplice e complicata insieme: perché Alessandra è tanto lucida nel rivisitare il ricordo della madre quanto confusa nel prendere le misure di se stessa e di ciò che prova. E Gabriele è abilissimo a sparire proprio quando lei scopre di volerlo vicino. E la voce di Ale, ruvida nel dare conto del presente, dolcissima nell'evocare il passato, a raccontarci la storia di una perdita, una storia di scuola, una goffa, incerta storia d'amore. "Il mio inverno a Zerolandia" è tutto questo. E dimostra che la somma di due zeri non è zero, ma molto, molto di più.

Alessandra ha diciassette anni quando vede la madre morire di cancro.
"Il mio inverno a Zerolandia" è la raccolta dei suoi pensieri, della sua tristezza, dei ricordi legati alla madre.
Il libro mostra una giovane Alessandra che affronta la perdita della madre, più che la sua malattia.
I fatti narrati, infatti, sono più che altro postumi la morte del genitore.
Vediamo quindi Alessandra alle prese con le classiche frasi di circostanza, le premure degli altri, i sorrisi carichi di imbarazzo. E forse è proprio per questo che lei compie un'azione singolare: sedersi vicino a Zero.
Quando torna a scuola, Alessandra sa che le cose non sono più come prima, come potrebbero esserlo? Sua madre è morta, la sua vita è cambiata, e per una volta tanto, essere ignorati dagli altri non è poi tanto male, soprattutto quando si è a pezzi e si vorrebbe solo stare soli con il proprio dolore.
Ed ecco quindi che nella storia di Alessandra fa capolino un'altra figura: Gabriele, soprannominato da tutti Zero, da quella volta che una professoressa ha detto davanti a tutti che lui "è zero".

"E' così che ti fa sentire Gabriele: è uno che non ha bisogno di niente."

Zero, un soprannome impietoso che sottolinea quanto lui conti poco per gli altri, quanto sfigato lo considerino gli altri.
Zero è un ragazzo invisibile, che gli altri evitano accuratamente per non essere contaminati e divenire a loro volta degli zeri. E' un ragazzo solitario, che viene notano solo quando mette in scena uno show per il divertimento di quei suoi insensibili compagni.
E' difficile capire poi perchè Gabriele continui ad andare a scuola. Fa scena muta alle interrogazioni,  non parla con gli altri, pensa solo a disegnare, cosa in cui è tremendamente bravo.
Gabriele sembra vivere in un mondo tutto suo, un mondo in cui anche Alessandra vuole vivere.
Così, mentre lei ripensa alla madre tramite i ricordi, le parole delle amiche, nei silenzi carichi di pensieri, si avvicina sempre di più a Zero e a quella sua presenza confortante.

"Zero e Zeta, una coppia agli estremi: il ragazzo invisibile e la ragazza ombra, due di compagnia, non c'è che dire."

"Il mio inverno a Zerolandia" è un mix di dolcezza e tristezza. Di amore e perdita.
Vediamo contrapposti due sentimenti profondi: da una parte, la sofferenza per la perdita di una persona amata; dall'altra, la nascita e la crescita di un affetto verso un ragazzo fino a quel momento ignorato.
Alessandra è confusa dalle mille emozioni che prova. Emozioni che non sempre riesce a decifrare.
Ha subito un forte trauma che ha messo in discussione la sua vita, la sua quotidianità e ciò le fa prendere decisioni non sempre esemplari, ma la scelta di sedersi vicino a Gabriele, l'aiuterà più di quanto potesse immaginare.

"Abito l'istante, senza guardare avanti o indietro. Io sono."

"Il mio inverno a Zerolandia" è stato, tutto sommato, una bella lettura. Il testo scorre velocemente, grazie anche ai capitoli brevi che spesso non occupano più spazio di una pagina.
Mi dispiace però che il rapporto tra Alessandra e Gabriele non sia stato ampliato maggiormente, avrei voluto che l'autrice approfondisse il loro legame.
Il finale non è poi d'aiuto, ci lascia con il dubbio.
In conclusione, trovo che il libro sia scritto molto bene, alcune parti sono pura poesia. Il rapporto tra Alessandra e Gabriele è molto dolce, quasi ingenuo, motivo per cui l'ho apprezzato molto.
E' invece commovente il percorso che la protagonista compie, attraverso e oltre la malattia della madre.
Assegno al libro:

- Trama: 4 - Narrazione: 4 - Personaggi: 4 - Cover: 4 - Finale: 3 -

4 Wonderland su 5

Commenti dalla lettura di gruppo:

Roberta:
"Mi ha delusa un po'. Anzi abbastanza. Gabriele non e per nulla approfondito come personaggio, e anche gli altri personaggi sinceramente sembrano avere tutti il ciclo, lunatici, cambiano idea continuamente. Le parti in cui parla della madre sono molto tristi e comunque sembra lasciato in sospeso..continuera?"

Roberta:
"L'ho trovato un romanzo che si fa leggere tranquillamente, scorrevole ma senza quello sprint che pensavo arrivasse. La storia è tra classici problemi degli adolescenti. Com'è difficile essere adolescenti per tutte le generazioni.
L'ho trovato molto promettente con un potenziale peccato senza quella grinta in più che lo avrebbe reso spettacolare.
Mi piacerebbe sapere come va tra Alessandra e Gabriele......chissà se arriverà il seguito!!!!"

Clara:
"Bellissimo, si legge che è una meraviglia. La trama mi è piaciuta. Unica pecca il finale aperto, spero in un seguito!!"

Maria:
"Mi è piaciuto e mi ha fatta commuovere. La storia tra Alessandra e Gabriele è dolce, innocente e mi ha fatta stare con il fiato sospeso. Anche io avrei voluto vedere come proseguiva la storia tra i due... chissà che non ci sia in futuro il seguito!"

Marianna:
"Drammatico, commovente ma anche profondo, leggero e spensierato, solo come l'adolescenza sa essere."

Francesca:
"Mi ha lasciato addosso molta tristezza e nonostante sia scorrevole e a tratti carino non mi ha convinto così tanto come pensavo. Diciamo che forse me lo aspettavo un poco più frivolo e leggero."

Dal libro:

- "Per questo adoro Zerolandia. L'unica regola da rispettare qui è un rigoroso silenzio monastico: se vuoi parlare puoi farlo a cenni oppure puoi usare l'alfabeto Morse, se lo conosci."

- "Ripenso a lui tutta la sera, come se fosse il ragazzo che inseguo da una vita e che oggi per la prima volta mi ha rivolto la parola."

- "E anche tu alla fine diventi una cosa diversa, ma in qualche modo più giusta. Non sarai il pensiero assiduo che fa male, ma la cosa inaspettata che ci sorprende e ci libera."

sabato 14 aprile 2018

Recensione: "La foresta assassina" - Sara Blaedel


Editore Fazi
Pagine 301
Prezzo Cartaceo 10,00 €
Prezzo Ebook 6,99 €
Prima Pubblicazione 2018
Genere Giallo

È una notte importante, per il quindicenne Sune. Cresciuto in una comunità neopagana scandinava, è finalmente giunto il momento del suo rito di iniziazione: insieme al padre uscirà di casa bambino, per farvi ritorno da uomo. È il suo rito. Un falò è stato acceso in mezzo alla foresta; le lingue di fuoco vibrano nell’oscurità e le ombre nere oscillano fra gli alberi; gli uomini sono tutti lì per lui, per accoglierlo nel loro cerchio. E poi, ecco una donna. Una prova difficile… Quella notte Sune sparirà nel nulla. Le indagini sono affidate alla detective Louise Rick, che è tornata al dipartimento di polizia dopo una lunga assenza forzata. Hvalsø, teatro della scomparsa del ragazzo, è il suo paesino d’origine, e per Louise questo caso si rivela un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, che la costringerà a fare i
conti con i misteri del suo passato: il suo fidanzato potrebbe non essersi suicidato, come credeva. Correndo gravi pericoli, riscoprirà poco alla volta una cittadina dove il manto invernale del Nord ha coperto ogni cosa ma dove, dietro paesaggi gelidi e immacolati, si nascondono terribili segreti e legami mortali.
Dalla regina del crime danese, dopo Le bambine dimenticate torna l’indimenticabile Louise Rick in un poliziesco dall’atmosfera soffusa e avvolgente.

"La foresta assassina" è il seguito del brillante giallo "Le bambine dimenticate", libro che ho semplicemente adorato!
Gli avvenimenti di questo libro si ricollegano direttamente al precedente, consiglio quindi di recuperare l'altro volume se ancora non lo avete letto.
Nel primo libro, la detective Louise Rick, capo del Servizio Investigativo Speciale di Danimarca, si è occupata degli omicidi di una serie di donne, questa volta, invece, dopo aver trascorso un periodo in malattia a causa dello choc avuto al termine delle precedenti indagini, le viene assegnato un caso di scomparsa di minore.
Come nel primo libro, anche questo è ambientato in gran parte nelle foreste danesi, nelle quali avvengono macabri rituali.
Al centro delle indagini di Louise, c'è Sune, un quindicenne in procinto di affrontare la sua iniziazione, che ha lo scopo di renderlo, agli occhi della comunità neopagana, un adulto.
Il rito religioso, tuttavia, non va a buon fine. Sune sparisce quella stessa notte.
Il caso riguarderà Louise da vicino. Per lei sarà un ritorno nel passato, tra gente conosciuta e tragedie che ancora feriscono.
Verranno evocati fantasmi mai dimenticati, in particolare, quello del suo defunto fidanzato, la causa della cui morte viene ora messa in discussione.
Per Louise è arrivato il momento di affrontare i demoni del passato, di dare pace alle vittime di macabri delitti.
Insieme a lei, lavorerà Eik, figura già conosciuta nel precedente libro.
Durante la lettura, oltre che alla soluzione del caso, ero molto interessata allo sviluppo della storia tra le detective e Eik, storia già accennata nel precedente volume.

"Solo quando si furono allontanati abbastanza, lui la trasse a sé e la strinse fra le braccia, e lei scoppiò a piangere, sfogando un antico dolore."

Questa volta, l'autrice ci conduce tra i riti e le tradizioni di una comunità neopagana scandinava. Cosa che ho amato!
Mi è piaciuto scoprire questa comunità insolita, poco conosciuta, così estremista nelle sue regole ma sotto alcuni punti di vista, anche spirituale.
L'ambientazione principale è il bosco dove vive l'amica di Louise e dove avvengono i rituali neopagani.
Il bosco è ricco di vita, su di esso circolano molte storie e credenze, cosa che lo rende affascinante ma anche terrificante.
Boschi maestosi, luoghi di riposo trasformati in scene del crimine.
In questo libro vengono mostrare immagini crudeli, forti, scenari raccapriccianti, tenebrosi.
In certi punti il testo fa accapponare la pelle, fa venire i brividi.

"Quello è un girone infernale, e non se ne esce."

Una cosa che adoro dei gialli della Blaedel è che affondano le radici nel passato.
In questo caso, in particolare, si andrà a scovare nel passato di Louise, passato colmo di sofferenze e menzogne.
Non ho amato il fatto che fin da subito venissero svelati i colpevoli. In pratica, tutta l'adrenalina delle indagini, sta nella ricostruzione dei fatti che hanno portato a quel tragico finale. E' questo il punto di forza di "La foresta assassina", il retrocedere nel tempo per portare alla luce antichi avvenimenti e accordi mostruosi.
Ed ecco quindi che il libro ci fa fare un tuffo tra i miti neopagani, tra foreste sporche di sangue, tra cimiteri profanati.
Emergeranno verità che sconvolgono, bugie che feriscono, sordidi segreti.
A questo libro preferisco però il primo, anche se entrambi gli scritti sono caratterizzati da indagini intriganti quanto brutali.
In conclusione, mi è piaciuto molto leggere questo libro, che mi ha tenuta con il fiato sospeso fino alla fine. Gli avvenimenti si susseguono uno dopo l'altro e non mancheranno di sorprendere anche nel finale.
Non vedo l'ora di leggere il prossimo.
Assegno al libro:

- Trama: 4 - Narrazione: 4 - Personaggi: 4 - Cover: 3 - Finale: 4 -

4 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Louise si sentì catapultare in un altro mondo, in cui il tempo aveva cessato di fluire."

- "Cosa te ne fai, del coraggio, se ti porta a farti ammazzare?"

- "Abbiamo giurato di non dire nulla, e di restare fratelli, con tutto ciò che la cosa comporta."

lunedì 9 aprile 2018

Recensione in Anteprima: "All'ombra di Julius" - Elizabeth Jane Howard


Editore Fazi
Pagine 274
Prezzo Cartaceo 20,00 €
Prezzo Ebook 9,99 €
Prima Pubblicazione 1965
Genere Narrativa

Londra, anni Sessanta. Sono trascorsi vent’anni da quando Julius è venuto a mancare, ma il suo ultimo gesto eroico ha lasciato un segno indelebile nelle vite di chi gli era vicino. Emma, la figlia minore, ventisette anni, lavora nella casa editrice di famiglia e non mostra alcun interesse verso il matrimonio. Al contrario, Cressida, la maggiore, è troppo occupata a struggersi a causa dei suoi amanti, spesso uomini sposati, per concentrarsi sulla carriera di pianista. Nel frattempo Esme, la vedova di Julius, ancora attraente alla soglia dei sessant’anni, rifugge la solitudine perdendosi nella routine domestica della sua bellissima casa color rosa pesca. E poi c’è Felix, ex amante di Esme e suo unico vero amore, che l’ha lasciata quando il marito è scomparso e torna in scena dopo vent’anni di assenza. E infine Dan, un estraneo.
Le tre donne e i due uomini, legati da un filo che solca presente e passato, si ritrovano a trascorrere un fine settimana tutti insieme in campagna: caratteri e personalità, segreti e lati nascosti, emergeranno attimo dopo attimo in queste giornate intense, disastrose e rivelatrici, sulle quali incombe, prepotente, l’ombra di Julius.
Dall’autrice della saga dei Cazalet, un nuovo romanzo ricco di sensualità e delicata ironia, in cui commedia e tragedia si fondono magistralmente e in cui ritroviamo l’eleganza, l’acume e il talento di Elizabeth Jane Howard.



Esce oggi in libreria "All'ombra di Julius" libro di Elizabeth Jane Howard, autrice della splendida saga Cazalet.
Lo stile di questo libro rispecchia molto quello della serie che vede protagonista la famiglia Cazalet.
Un manipolo vario di personaggi le cui vite vengono messe a nudo per noi.
Tra questi, c'è Emma, ragazza di ventisette anni che lavora come lettrice e redattrice nella casa editrice di famiglia. Vive con la sorella Cressy in una bella mansarda.
Cressy ha trentasette anni e un matrimonio disastroso alle spalle. Soffre perennemente d'amore, come la sorella, non ha ancora trovato l'uomo in grado di farle battere forte il cuore.
Ci sono poi i loro genitori. Esme, preoccupata per Emma per via di quel matrimonio che tarda ad arrivare, e Julius, uomo disinvolto, dall'educata spavalderia, che una mattina di maggio del primo anno della seconda guerra mondiale, esce dalla porta di casa senza più fare ritorno.
C'è anche Dan, scrittore di poesie senza soldi che si imbatte in Emma quando va nella sua casa editrice per riscuotere un pagamento.
C'è infine Felix, un dottore che pensa ancora a quella donna più vecchia di lui di cui è stato l'amante prima della guerra.
Ed ecco tutti questi personaggi unirsi per un fine settimana ricco di emozioni.
Tutto inizia una mattina di novembre, un venerdì come tanti altri, che sconvolgerà le vite dei nostri protagonisti.
Il libro ricopre un arco di tempo che va da venerdì a domenica ma nel mentre accenna anche ad avvenimenti passati.
Pagina dopo pagina, ci viene dato infatti modo di conoscere meglio i personaggi, che fino alla fine ci sorprendono con le loro vite. Vite comuni, imperfette, delineate così bene da sembrare reali. Un tripudio di problemi, sentimenti e ricordi. 
Cressy mi ha fatto un po' pena per via della sua costante ricerca di una relazione stabile. E' incline a illudersi, a credere agli altri senza troppi problemi.
Emma, invece, con la sua spensieratezza, mi ricorda invece Elizabeth Bennet, mentre la madre, che non vede l'ora di vederla sposata, evoca la figura di Mrs Bennet.
Io sono per natura curiosa, motivo per cui adoro i libri della Howard, mi danno l'opportunità di scivolare tra le vite di decine di personaggi, di conoscere le loro storie, i loro pensieri, le paure e i sogni. Proprio come ha fatto questo libro.
Con entusiasmo, sono entrata a far parte delle esistenze di Emma, Cressy e tutti gli altri personaggi che con le loro peculiarità, con le loro storie, mi hanno tenuto compagnia, facendomi perdere la nozione del tempo.
Mentre leggevo, sono sprofondata tra le pagine del testo. Ho seguito l'autrice, mi sono lasciata condurre dalla sua narrazione, ho affiancato i vari protagonisti, vivendo con loro ogni momento.
"All'ombra di Julius" è un romanzo pieno di vite, desideri e quotidianità.
Ho letto con piacere questo libro, sempre pronto a stupire con qualche nuova rivelazione.
Gli eventi si susseguono poi con ritmo costante, c'è sempre qualche nuovo avvenimento pronto a incuriosirci, è sorprendente il numero di pagine che la Howard ha riempito raccontando di tre semplici giorni, anche se, non mancano i tuffi nel passato.
Diverse sono poi le rivelazioni sconcertanti che renderanno la lettura più avvincente.
Il finale l'ho trovato però un po' scontato.
Insomma, se avete amato i Cazalet, allora non potete perdervi questo nuovo libro, a cui assegno:

- Trama: 4 - Narrazione: 4 - Personaggi: 4 - Cover: 4 - Finale: 4 -

4 Wonderlad su 5

Dal libro:
- "Ma come si fa a rendersi felici?"

- "Se ne era scordato: la vita era così piena di ostacoli che era impossibile viverla."

- "Se riesco a guarire lei, si disse, sarà già una soddisfazione insperata."

domenica 8 aprile 2018

Recensione Lettura di Gruppo: "La ragazza con la bicicletta rossa" - Monica Hesse


Editore Piemme
Pagine 298
Prezzo Cartaceo 9,90 €
Prezzo Ebook 6,99 €
Prima Pubblicazione 2016
Genere Narrativa

È l'inverno del 1943 ad Amsterdam. Mentre i cieli europei sono sempre più offuscati dal fumo delle bombe, Hanneke percorre ogni giorno, con la sua vecchia bicicletta rossa, le strade della città occupata. Ma non lo fa per gioco, come ci si aspetterebbe da una ragazzina della sua età. Hanneke è una "trovatrice", incaricata di scovare al mercato nero beni ormai introvabili: caffè, tavolette di cioccolato, calze di nylon, piccoli pezzetti di felicità perduta. Li consegna porta a porta, e lo fa per soldi, solo per quello: non c'è tempo
per essere buoni in un mondo ormai svuotato di ogni cosa. Perché Hanneke, in questa guerra, ha perso tutto. Ha perso Bas, il ragazzo che le ha dato il primo bacio, e ha perso i propri sogni. O almeno così crede. Finché un giorno una delle sue clienti, la signora Janssen, la supplica di aiutarla, e questa volta non si tratta di candele o zucchero. Si tratta di ritrovare qualcuno: la piccola Mirjam, una ragazzina ebrea che l'anziana signora nascondeva in casa sua Hanneke, contro ogni buon senso, decide di cercarla. E di ritrovare, con Mirjam, quella parte di sé che stava quasi per lasciar andare, la parte di sé in grado di sperare, di sognare, e di vivere.

Questo libro mi è stato messo tra le mani da mia sorella e per questo, non la ringrazierò mai abbastanza.
"La ragazza con la bicicletta rossa" è ambientato nell'Amsterdam del 1943, un'Amsterdam sotto il controllo dei tedeschi.
Protagonista della storia è una giovane Hanneke Bakker, una ragazza che con la sua vecchia bici rossa percorre le strade della città.
Ufficialmente lavora come segretaria per un impresario funebre, in segreto, per lui, lavora anche come fattorina del mercato nero.
E' una "trova cose", in tempi di razionamento, procura ai ricchi olandesi ciò di cui hanno bisogno, che siano profumi o alimenti.

"E' tutto un compromesso difficile di questi tempi, a meno che tu non sappia come far fruttare al meglio le cose, come me."

Un giorno, una cliente, chiede a Hanneke di trovarle una cosa insolita, per la precisione, vuole che le trovi una persona, una persona ebrea.
Dovete sapere, ora, che Hanneke, dopo la morte del ragazzo che amava, è divenuta una persona cauta, tutto ciò che vuole è sopravvivere, non vuole ulteriori guai, non è più la persona buona e speranzosa di un tempo, per questo non è intenzionata a cercare Mirjam, la giovane ebrea che la sua cliente nascondeva in casa.
Tuttavia, la sparizione di Mirjam è alquanto insolita, Hanneke non sa proprio spiegarsi come la ragazza sia riuscita ad uscire di casa senza farsi notare da nessuno.
Perchè poi è scappata? Era al sicuro, perchè correre il rischio di essere presa dai soldati tedeschi?

"Le persone non scompaiono nel nulla. Ma so che è una bugia. Durante questa occupazione le persone scompaiono nel nulla ogni giorno."


My Red Bicycle by Trudi Doyle
Hanneke è la ragazza ariana perfetta, capelli biondi e cognome giusto. Rischia ogni giorno facendo consegne ai suoi clienti, non ha bisogno di altri problemi, ma a volte, bisogna fare ciò che è giusto e non ciò che è prudente.
Tra milioni di nazisti, tra gente infida, subdola, ecco Hanneke e chi come lei che non rinuncia alla sua umanità in un periodo disumano.

"Per cento volte ha rischiato di essere fucilata, e poi la mattina dopo si è alzata e lo ha fatto di nuovo, e intanto parla di scuola, di fidanzati e di cosa vuole fare dopo la guerra."

Un libro che mostra la bontà, la speranza, il coraggio, là dove c'era guerra, ingiustizia e orrori.
Un mondo in contrasto, diviso tra chi tenta di fare la cosa giusta e chi ubbidisce agli ordini.
Personaggi opposti, schierati su un campo di battaglia dove chi perde, muore.
Un libro che mostra il male ma anche il bene. Da una parte la brutalità della guerra, la fame, la morte, le deportazioni, dall'altra atti di estremo coraggio, resistenza, ribellione, salvataggi eroici, persone che rischiano la propria vita per salvare quelle degli altri perchè così è giusto fare.
E ci sono così tanti modi diversi per ribellarsi: una foto, una linguaccia, una sincera amicizia.
Questo libro evoca immagini crudeli che rappresentano la quotidianità in un periodo spietato, ma mostra anche un manipolo di ragazzi che, nonostante la giovane età, tenta disperatamente di fare la cosa giusta. Ed è grazie a loro che nell'ingiustizia si può vedere il coraggio di chi cerca di rimediare, di chi cerca di aiutare, di chi cerca di farsi perdonare.

"Ci siamo ritrovati invischiati in cose tanto più grandi di noi. Non lo sapevamo. Non volevamo. Non è stata colpa nostra."

Questo libro non mostra solo uno spaccato della seconda guerra mondiale, è anche un giallo che ci porta sulle tracce di una ragazza scomparsa.
E' un libro meraviglioso, perchè ti mostra come l'amicizia, la giustizia, la speranza, siano sentimenti che nemmeno la guerra e la paura sono riusciti ad annientare.
Il finale mi ha spiazzata, mi sono commossa davanti a così tante emozioni.
Non mi aspettavo una lettura così intensa e coinvolgente.
Una lettura che ho amato, anche per quelle parole straniere sparse qui e là, una lettura che vi consiglio appassionatamente.
Una storia a cui assegno:

- Trama: 5 - Narrazione: 5 - Personaggi: 4 - Cover: 4 - Finale: 5 -

5 Wonderland su 5

Commenti dalla lettura di gruppo:

Roberta:
"Non amo i libri che parlano di guerra, li trovo deprimenti, angoscianti, ma questa storia mi e piaciuta molto, l'ho detta d un fiato. È una storia molto triste ma che potrebbe effettivamente corrispondere alla realtà."

Patrizia:
"La narrazione incalzante e la visione della realtà dell’olocausto dall’angolazione di una giovane che avrebbe benissimo potuto disinteressarsene ha reso scorrevole la lettura di un racconto tragico."

Elisa:
"Mi è piaciuto davvero molto e forse ha addirittura superato le mie aspettative. Mai scontato, affronta il triste tema dell’olocausto in maniera diversa dal ‘solito’. Scritto bene, mi ha letteralmente tenuta incollata alle pagine. Consigliatissimo."

Rossella:
"Uno spaccato della guerra in Olanda. Un libro bello e coinvolgente. In alcuni momenti avrei voluto abbracciare la protagonista e rassicurarla che era solo una bambina e che ce l'avrebbe fatta."

Clara:
"Bellissimo libro, mi è piaciuto tanto sia per la trama che per i personaggi!!!"

Roberta:
"Carino ma non bellissimo. Mi è piaciuto leggere come è stata vissuta la guerra in un altro paese diverso dal nostro. Non mi ha fatta impazzire perché questo genere non lo reggo molto visti la mole di libri letti a scuola sull argomento.
Lettura scorrevole e coinvolgente.
Ho trovato questa ragazza molto in gamba e senza paura. Come tutti i giovani del libro. Che bello leggere di gente cosi attaccata alla propria terra e alla libertà.
La scrittrice l'ho trovata brava a descrivere in modo "leggero" le agonie subite dagli ebrei."

Arianna:
"A circa un terzo del libro stavo per mollare... soprattutto perché di libri sul tema ne ho letti davvero tanti. Poi, però, le vostre recensioni mi hanno spinto a continuare... beh, grazie!!!!
Un libro intenso, un punto di vista diverso. In cui riesci a mettere insieme le atrocità di un evento tanto massiccio quanto inspiegabile, con le emozioni terribili che portano nella vita di tutti giorni, di ragazzini/e che sperimentano le cose della loro età...."

Sandra:
"Bello, bello, bellissimo!!!
Henneke è una ragazza olandese, bella, bionda, occhi azzurri e specialmente non è ebrea. Purtroppo siamo nel 1943 e Amsterdam è stata invasa dai tedeschi. Malgrado la sua giovane età Henneke lavora e mantiene la famiglia grazie ad un lavoro di facciata ma specialmente grazie ai prodotti che riesce a rimediare per i suoi clienti al mercato nero. Hanneke sa che la guerra è brutta e che gli ebrei vengono deportati ma non si interessa molto del perché, lei vive alla giornata. Questo fino a quando una sua cliente non la incarica di ritrovare una ragazza ebrea scomparsa. Hanneke, a questo punto, non può fare a meno di aprire gli occhi su quello che sta veramente accadendo e questo la porta anche a fare i conti con i fantasmi del suo passato."

Rossana:
"Pensavo di leggere il solito libro ambientato durante la 2 guerra mondiale invece ho letto un bellissimo libro diverso dal solito. Mi sono trovata a piangere a pregare e a ridere insieme alla protagonista."

Marianna:
"Lo stile dell'autrice é semplice ma realistico, ci porta nella vita quotidiana di persone come se fossimo in un film, le descrizioni dei luoghi sono molto dettagliate.
Mi ha infatti molto colpito il personaggio di Hanneke, la sua forza, la sua tenacia, la sua buona volontà e il suo amore verso gli altri."

Maria Francesca:
"Storia toccante e coinvolgente; è un libro che mi è piaciuto molto e che da uno spunto in più per riflettere su ciò che è stato quel pezzo di storia."

Clara:
"Bellissimo libro, mi è piaciuto tanto sia per la trama che per i personaggi!!!"

Beatrice:
"All'inizio non capivo esattamente perché questo libro fosse tanto piaciuto, hannake inizialmente sembra una ragazzina senza cuore che lavora al mercato nero solo per il proprio tornaconto, invece andando avanti con la lettura, e soprattutto alla fine, tuo accorgi che ha un cuore talmente grande che rischia la proprio vita pur di salvare quella di un altro...
Bellissimo, anche il finale, stupefacente!
Lo consiglio vivamente!!"

Tonina:
"Questo libro mi è piaciuto moltissimo , trovo sia scritto molto bene , personaggi con molta personalità, accattivanti."

Deborah:
"n conclusione direi che questo libro ha stravolto le mie aspettative lasciandomi sensazioni profonde perché mi ha fatto riflettere sulle capacità singolari che le persone mettono in campo per far fronte alle difficoltà e cercare di inseguire in ogni caso i propri sogni. Naturalmente mi ha fatta emozionare e inorridire per alcune descrizioni relative alle modalità di trattamento degli ebrei da parte dei soldati nazisti, ma a differenza della maggior parte dei libri che raccontano di questi orrori, l’autrice è stata capace di coglierne l’importanza e i dettagli senza riportare le scene in maniera troppo cruda, oltre ad aver scelto di raccontare un aspetto particolare della guerra, quello della resistenza e degli onderduiker, i fuggitivi, cioè gli ebrei che si nascondevano per non essere catturati.
Credo che sia un romanzo d’impatto e unico nel suo genere."

Sabrina:
"Ero scettica, non volevo leggere di nuovo un libro ambientato durante la seconda guerra mondiale, poi i tanti commenti mi hanno spunta ad iniziare questa lettura, e fin dalle prime pagine mi sono trovata dall'altra parte della guerra, mi sono trovata di fronte ad una ragazza dalla carnagione chiara che in bicicletta può attraversare ogni strada di amsterdam e parlare con i tedeschi, perché lei non ha la stella di david sul petto, lei non è ebrea, ma ciò non significa che approva questa assurda e atroce guerra."

Giulia:
"Si tratta dunque di un romanzo appassionante, che commuove e denuncia, seppure con delicatezza e in modo raffinato, la crudeltà della guerra e dei nazisti, e la condizione degli ebrei che vennero trattati peggio degli animali."

Barbara:
"Io sono un'amante dei libri ambientati in questo periodo storico e trovo che questo non abbia nulla di più né nulla di meno rispetto a tanti altri che ho letto. È una bella storia, ben scritta, che descrive un periodo storico folle e difficile. Ma se dovessi dire che qualcosa mi ha colpita in particolare.. non saprei..
Interessante il finale, forse un po' sbrigativo.
Comunque nel complesso una lettura consigliata."

Rachel:
"Allora premetto che il periodo storico mi affascina e sapere che comunque la maggior parte del libro è basato sul vero, rimango sempre più scioccata da ciò che accadeva.
Il finale? Non me lo aspettavo proprio. Comunque questa scrittrice non la conoscevo ma era tanto che volevo leggerlo e per fortuna è uscito come lettura di gruppo. Lo consiglio."

Carmen:
"Veramente bello; scritto in modo scorrevole e accattivante.
Il libro mi ha incuriosito molto e non mi sono mai annoiata grazie allo scorrere degli eventi."

Dal libro:

- "A me sembra che quello che facciamo davvero è cercare di riorganizzare un sistema che non ha senso in un paese in cui nulla ha più senso."

- "Ma soprattutto perchè in un paese che ha perduto il suo senso, in un mondo che non capisco più, questa è una piccola cosa che posso risolvere."

- "Ripenso al fatto che niente in questa guerra è quello che sembra e ho passato troppo tempo senza vedere quello che in realtà avevo davanti agli occhi."